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Billy Cobham
Cedar Walton - pianoforte
Piero Odorici - sax tenore
Roberto Rossi - trombone
Darryl Hall - contrabbasso
Jason Brown - batteria

Cedar Walton

Cedar Walton, uno dei più stimati accompagnatori nell'ambito dell'hard bop, è un pianista versatile che, col suo tocco funky e la persuasività del suo senso melodico, ha dato lustro alle registrazioni di molti dei più grandi musicisti jazz. Walton è anche uno dei più misconosciuti compositori jazz: ha scritto numerosi ed eccellenti pezzi musicali (Mosaic, Ugetsu e Bolivia, per citarne solo alcuni) che hanno trovato il loro posto nel repertorio di Art Blakey durante il periodo che il pianista passò coi "Jazz Messengers" nei primi anni Sessanta. Il primo insegnante di pianoforte di Walton fu sua madre.

Dopo avere frequentato l'Università di Denver, si trasferì a New York nel 1955 per fare musica. Fu invece chiamato nell'esercito. Spedito in Germania, Walton suonò coi musicisti statunitensi Leo Wright, Don Ellis e Eddie Harris e, dopo il congedo, ritornò a New York, dove poté finalmente dare iniziò alla sua carriera. Dal 1958 al 1961, ha suonato, tra gli altri, con Kenny Dorham, J.J. Johnson e il "Jazztet" di Art Farmer.

Nel 1961 si unisce ad Art Blakey in quella che fu la più influente formazione del batterista, con Freddie Hubbard e Wayne Shorter, rimanendovi fino al 1964. Fra il 1965 e il 1969 Walton si trova al fianco di Abbey Lincoln prima, e Lee Morgan, poi, lavorando contemporaneamente come sideman in molti album prodotti dalla Prestige.

Nei primi anni Settanta suona con Hank Mobley, per raggiungere di nuovo Blakey nel 1973 per un tour del Giappone. La formazione che Walton dirigeva in quel periodo, "Eastern Rebellion", era formata da un gruppo di musicisti in continua rotazione, tra i quali spiccano Clifford Jordan, George Coleman, Bob Berg, il contrabbassista Sam Jones e il batterista Billy Higgins. Durante gli anni Ottanta e Novanta, Walton ha continuato a guidare le sue valenti formazioni, registrando per la Muse, la Evidence e la Steeplechase. Tra le sue molte imprese, è poco noto il fatto che Walton fu il primo pianista a registrare con John Coltrane, nell'aprile del 1959, Giant Steps, uno di quei brani che incutono timore per le difficoltà tecniche di esecuzione, capace di mettere in crisi il pianista Tommy Flanagan in quasi tutte le successive registrazioni.