Hamid Drake: brillante, sensibile, infinitamente ritmico, intelligente spirituale e potente batterista di Chicago. Ha iniziato a suonare in rock and R&B bands, ancor giovanissimo, attirando l’attenzione di Fred Anderson. Dal 1974 in poi la loro collaborazione diviene sempre più stabile e continua tutt’oggi.
E’ lo stesso Anderson che lo introduce presso Douglas Ewart, Gerge Lewis e gli altri componenti dell’AACM( Chicago's Association for the Advancement of Creative Musicians). Altro incontro fortunato è quello con Don Cherry da cui scaturirà un’altra avventura musicale duratura che risale al 1978 e che continua fino alla prematura scomparsa di Cherry nel 1995. Dopo aver conosciuto Don Cherry, Hamid e il suo collega percussionista Adam Rudolph hanno viaggiato molto al suo seguito in Europa, occasione per dedicare più tempo all’esplorazione dell’infinito universo percussivo, condividendo con D.Cherry, profondamente, il significato della spiritualità applicata alla musica e delle sue infinite possibilità di trasformazione ed evoluzione. Il bisogno continuo di Hamid di sperimentare le varie espressioni ritmiche dalle radici della musica lo porta all’esperienza alla fine degli anni 70 del collettivo Foday Muso Suso's Mandingo Griot Society, una mistura di tradizione African music e narrativa, con fusione di elementi jazz, funk, and blues con cui ha registrato fin dall’album di esordio, approfondendo nel contempo l’universo reggae con band come l’Itals e la Heptone.
